Riprogrammazione Posturale Dinamica

 

Il lavoro sul corpo oltre ad un approccio manuale prevede anche un’attenzione particolare alla funzione della postura. Per postura s’intende tecnicamente “la posizione del corpo nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei”, tuttavia io sono più d’accordo con un altro tipo di definizione: “la postura rappresenta l’atteggiamento che il nostro corpo assume nello spazio in relazione al nostro rapporto con l’ambiente esterno; essa rappresenta un mezzo di comunicazione tra il nostro mondo interiore e quello che ci circonda”

La scelta di puntare su un lavoro posturale di tipo dinamico e non statico è data dal fatto che se pensiamo alla biomeccanica ed alla struttura osteoarticolare dell’essere umano è facile comprendere come l’uomo sia stato progettato per una vita in movimento e non di tipo sedentario . Proponendo una riabilitazione di tipo statico, se per molti versi trova dei vantaggi per esempio quando si devono rinforzare dei distretti corporei a causa di deficit muscolari, è vero anche che nella fase dinamica il risultato raggiunto potrebbe andare a perdersi se non vi è una postura consapevolmente corretta a supportare il lavoro. Poiché la nostra posizione nello spazio è soggetta a stimoli di tipo ambientale, fisico, psichico ed emozionale, andando a proporre una rieducazione funzionale di tipo dinamico si va a stimolare il sistema neuromuscolare per ottenere dei risultati più veloci e più duraturi nel tempo e soprattutto che possano esser fissati come schemi a livello cerebrale proprio per le caratteristiche di questa metodica.

Gli obbiettivi che un approccio di questo tipo si pone sono:

  • Migliorare la postura
  • Aumentare la propriocezione
  • Potenziare la flessibilità e la mobilità articolare
  • Impegnare maggior superficie muscolare rispetto ad altri tipi di camminata
  • Ridurre le tensioni muscolari rendendo fluidi i gesti motori
  • Alleggerire il carico sull’apparato motorio
  • Migliorare la mobilità della colonna vertebrale
  • Incrementare il metabolismo dei dischi intervertebrali per prevenire problematiche alla schiena
  • Velocizzare il recupero delle fasi riabilitative

A tale scopo la tecnica che viene proposta per raggiungimento di tutti questi aspetti è il Nordic Walking in una forma che si differenzia dalla semplice “camminata coi bastoncini” ma diviene un vero supporto terapeutico grazie allo specifico studio ed analisi della biomeccanica che hanno permesso di ottimizzare il tipo di movimento.

Professione normata dalla L. 403/71, dal DPR 1406/1968, dal DM 7 settembre 1976 e dal DM 14 aprile 1997